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Marco Cipolloni
C’era tre volte (e mezzo) in Messico.
Il gioco del doppio (linguistico e narrativo) tra remake e sequel, nel border fairy tale di Robert Rodriguez
Più di ottant’anni fa, all’inizio di una lunga e brillante carriera di storico dell’economia spagnola della prima età moderna, Don Ramón Carande applicò al caso di Siviglia la nota teoria di Max Weber sulle città, secondo la quale la storia urbana del mondo indoeuropeo-occidentale sarebbe il risultato della sovrapposizione di due fondamentali funzioni: la fortezza e il mercato (simbolicamente: la salvaguardia dell’identità e lo scambio, la sicurezza e il rischio, il solipsismo e la relazione, la tradizione e l’innovazione, la difesa e la conquista, il sistema del nome e il sistema del verbo, il morro e il porto, la carta di identità e il passaporto)... |
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Andrea Cristiani
Daniela Venditti
Aspetti della cultura e della società inglese e americana nello specchio deformato di una rivista tra le due guerre: “Omnibus” (1937-1939)
All’indomani della scomparsa di Leo Longanesi, così Eugenio Montale rievocava sulle pagine del «Corriere della sera» una delle iniziative editoriali più interessanti uscite dalla vulcanica attività di questo giornalista/scrittore:
Nel ’37 ebbe inizio la sua seconda importante attività pubblicistica: la rivista «Omnibus», il primo nostro settimanale di attualità politico-letteraria, che ebbe numerosi imitatori. (Si disse che il titolo fosse stato accettato senza entusiasmo da Mussolini, che avrebbe preferito «Romolo»). Il nuovo settimanale durò appena due anni e finì dopo un colloquio di Longanesi con Mussolini. Evidentemente lo spirito scarsamente conformista di quell’effemeride aveva dato fastidio a troppa gente.
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Fabio Regattin
Tradurre il testo teatrale, o la messa in scena come traduzione intersemiotica. Il caso de I costruttori di imperi (B. Vian) nella regia di Michele Bottini
Il presente studio intende analizzare i rapporti intercorrenti tra il testo teatrale, così come è concepito dal drammaturgo, e la sua messa in scena. Per realizzare questo obiettivo, saranno prese in considerazione l’unica traduzione italiana di Les Bâtisseurs d’empire di Boris Vian e la messa in scena del testo a opera di Michele Bottini e della sua Compagnia delle Indie, avvenuta a Milano, presso il teatro Arsenale, dal 30 marzo al 4 aprile 2004 (una produzione professionale, ma dai mezzi economici piuttosto limitati). |
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| Università degli Studi di Bologna e Gedit Edizioni |
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